Illustri Persuasioni. L’arte pubblicitaria tra le due guerre. PROROGATA FINO AL 4 MARZO In mostra al Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso, capolavori dell'arte pubblicitaria dal 1920 al 1940 di Leonetto Cappiello, Marcello Dudovich, Achille Luciano Mauzan, Fortunato Depero, Erberto Carboni, Bruno Munari e tanti altri celebri autori che hanno segnato con le loro sperimentazioni l'arte dell'illustrazione dagli anni 30 in avanti

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Illustri Persuasioni, tra le due guerre (Capolavori della Collezione Salce 2.) - Leonello Cappiello, Bouillon Kub, 1931 (inv. 1126)

TREVISO – Aperta al pubblico dal 14 ottobre 2017 e PROROGATA FINO AL 4 MARZO 2018, il Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso presenta al pubblico, con il titolo di “Illustri persuasioni. L’arte pubblicitaria tra le due guerre”, un centinaio di straordinarie opere testimoni dell’arte pubblicitaria tra la prima e la seconda guerra mondiale, lungo un ventennio che si snoda dal 1920 al 1940.

Il nuovo Museo Nazionale della Collezione Salce propone un secondo capitolo dei suoi quasi 50 mila pezzi. Punto focale di questa nuova esposizione sono gli autori dei manifesti degli anni tra le due guerre, riconosciuti non solo nel ruolo di raffinati illustratori ma anche in quello di abili “persuasori”. Nel periodo in cui questi artisti operarono la “propaganda” stava assumendo un ruolo di primo piano nella grafica, ambito nel quale raggiunge straordinari livelli sia per la qualità intrinseca delle opere che per l’eccellenza artistica. È in questo momento storico che gli strumenti della “comunicazione di massa” divengono sempre più efficaci ed incisivi.

Negli anni fra i due conflitti mondiali artisti del calibro di Leonetto Cappiello  capace di imperversare in ogni campo pubblicitario, dalla cartolina al gadget eseguito su suo disegno, dalle copertine per i libri alle scenografie teatrali – assieme a Marcello Dudovich, suo emulo, erano gli artisti più noti e pagati del periodo. Entrambi seppero far uso di un linguaggio incisivo e accattivante che caratterizzerà le loro creazioni divertendo il pubblico per decenni. Personaggi dalla forte valenza iconica come il folletto nella buccia d’arancia per Campari o l’elegante donna in blu per la Fiat Balilla seppero imprimersi in forma indelebile nella memoria collettiva. È sulla loro scia che in seguito si muoveranno nuove griffe come il francese Achille Luciano Mauzan, dotato di una tagliente ironia, e tanti altri artisti ancora.

Sono autori che chiaramente provengono dalla pittura quelli che si affacciano tra le due guerre alla finestra della grafica pubblicitaria. Tanto i volumi come le geometrie ne rivelano i trascorsi pittorici, sospesi tra cubismo e futurismo. Ce ne danno testimonianza le nature morte di Marcello Nizzoli per il Campari o per il Vov; le ironiche marionette di Fortunato Depero, di Enrico Prampolini e di Bruno Munari; le figure “solidificate” di Lucio Venna, di Giuseppe Riccobaldi del Bava e del novecentista Mario Sironi, esimio artista in grado di esprimersi ai massimi livelli anche nella grafica, o le raffinatissime figure femminili proposte da Franz Lenhart, che ricordano quelle delineate dalla polacca Tamara de Lempicka.

In mostra sono presenti anche opere giovanili di Erberto Carboni, geniale e coltissimo pubblicitario creatore di slogan tuttora in uso, tra le quali ricordiamo quelle per la O.P.S.O. di Parma, caratterizzate da un tratto gioioso e fiabesco che le colloca di diritto nel primo periodo Art Déco. Qualche anno dopo Carboni saprà coniugare assieme, in maniera del tutto nuova per l’epoca, la grafica pubblicitaria e la fotografia. La fotografia così, grazie anche a tecniche in grado di abbatterne i costi, inizierà a campeggiare nei manifesti degli anni ’30 e continuerà a imperversare da lì in avanti, sempre più o meno accompagnata alla sua controparte grafica. Giaci Mondaini è tra coloro che ne faranno ampio uso, arrivando ad utilizzare nelle sue opere perfino immagini della piccola figlia Sandra.

Atmosfere glamour, fotografiche e cinematografiche sono ben presenti anche nel lavoro di Gino Boccasile, autore delle “signorine grandi firme”. Secondo Marta Mazza, direttore del museo

“Le sue donne sensuali dai sorrisi smaglianti sono la cifra identificativa di un’epoca mai esuberantemente ottimista come la precedente ma capace di messaggi seduttivi formulati con forza e con una consapevolezza linguistica totalmente nuova”.

INFO
Illustri persuasioni. Tra le due guerre
Treviso, Museo Nazionale Collezione Salce
Via Carlo Alberto 31 31100 Treviso, Italia
Dal 14 Ottobre 2017 al 14 Gennaio 2018
Orari di apertura:
Dal Giovedì alla  Domenica dalle  10.00 alle 18.00
Venerdì dalle 10.00 alle 21.00
www.collezionesalce. beniculturali.it
collezionesalce @beniculturali.it
tel. 0422 591936

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